
Il campo da basket, un luogo non per tutti. Pochi ne interpretano i segni, pochi li conoscono, nessuno li segue, eppure il campo da basket è angoli e diagonali che diventano posizione, è marcatori che diventano evidenze, ma restano sconosciute nelle realtà italiane … e si vede. Nessuno insegna le diagonali perfette, quel famoso 28foot marker, la famosa free throw dotted line [l’immaginaria continuazione della linea del tiro libero] che definisce vincere o perdere nel feed the post [letteralmente dar da mangiare al post/pivot/5], la famosa smile dotted line che dimostra la capacità del taglio. Quelle diagonali, quegli angoli, quelle invisibili dotted line che formano quel famoso IQ [capacità di creare la miglior giocata in un preciso momento, la scelta giusta] nell’atleta. Atleta, appunto atleta non robot altrimenti non esiste basket. Esiste altro. BTA insegna a conoscere il campo, le sue linee e le sue aree, forma la capacità di interpretarlo perché si comincia a vincere prima di incominciare a giocare. Il campo è linee, diagonali e angoli segnati a terra e nell’ astratto, il campo è empatia, fiducia ed integrità segnati nel cuore e nella testa dell’Atleta.